Cosa sono e cosa possono fare le Agenzie di Recupero Crediti?

Cosa sono le agenzie di recupero crediti?

Le agenzie di recupero crediti sono delle società che si occupano di prendere contatti con privati o aziende che hanno maturato dei debiti nei confronti di aziende di terzi (loro clienti).

In Italia l’attività delle agenzie di recupero crediti stragiudiziale è regolamentata dal capitolo IV (art. 115-120) del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, comunemente chiamato “TULPS”, in vigore dal 1931 (R.D. 18/06/1931 n. 773) e riformato negli ultimi anni.

Secondo il Regolamento di Esecuzione del TULPS (R.D. 06/05/1940 n. 635 Artt. 204-223) le agenzie di affari sono imprese, comunque organizzate, che si offrono come intermediarie nell’assunzione o trattazione di affari altrui, prestando la propria opera a chiunque ne faccia richiesta. Tra le agenzie di affari regolamentate dalla legge, risultano ovviamente quelle di recupero stragiudiziale dei crediti.

Chi lavora all’interno di un’agenzia di recupero crediti, sa perfettamente che l’acquisizione di queste pratiche può essere gestita dalla società con un mandato temporaneo: è pertanto indispensabile riuscire a chiudere quante più posizioni aperte possibili, in modo da riuscire ad assicurarsi lo stipendio a fine mese.

Cosa non possono fare le società di recupero crediti?

Come accennato in precedenza, le società di recupero crediti hanno come unico scopo l’incasso della somma dovuta dal debitore. Questo significa che ogni metodo utile per il raggiungimento dell’obiettivo non è importante. E’ così che molti recuperatori si spingono spesso al di là dei limiti, facendo minacce e perseguitando in tutti i modi il debitore che, sentendosi accerchiato, ad un certo punto cede e paga.

Quali sono i comportamenti corretti del recupero crediti?

Obbligo di informare il debitore

Il recuperatore al momento della telefonata ha l’obbligo di riferire sin dal primo istante quale sia il nome dell’azienda per cui sta lavorando e a quale credito si sta riferendo. Il debitore ha il diritto di sapere il nome dell’operatore con cui sta parlando, il nome della società di recupero crediti per cui sta lavorando e il nome della società con cui ha il debito.

Numero di telefono visibile

Al momento della chiamata, nel display del telefonino deve comparire il numero intero dal quale proviene la chiamata; il recupero crediti non può utilizzare dei numeri anonimi (anche se, purtroppo, accade sempre più spesso).

Divieto di fasulle affermazioni

La normativa imporrebbe che i recuperatori non possano riferire al debitore delle false informazioni con il solo scopo di terrorizzarlo. Le società di recupero crediti ricorrono spesso alle minacce di azioni legali senza fondamenta o di pura fantasia di impossibile attuazione come:

  • non pagare i debiti porta al carcere: la mancata erogazione delle somme dovute è considerato come un inadempimento civilistico e, pertanto, non può essere considerato come un reato, né tanto meno va ad incidere sulla propria fedina penale. Nella peggiore delle ipotesi può originare il recupero crediti attraverso l’ufficiale giudiziario;
  • non pagare i debiti porta al fallimento: la procedura fallimentare in realtà deve essere preceduta da un decreto ingiuntivo o dalla sentenza di un magistrato.
  • non pagare i debiti porta al pignoramento di stipendio o beni (sia mobili che immobili): perché avvenga un pignoramento deve esserci prima la sentenza di un giudice o un decreto ingiuntivo.
  • se non si pagano i debiti arriva l’esattore: nella realtà dei fatti questa figura non esiste per i crediti di tipo privato; esiste la figura dell’ufficiale giudiziario che interviene, tuttavia, solo dopo una sentenza del giudice o un decreto ingiuntivo.

Segnalazioni al Crif.

La segnalazione al Crif di un mancato pagamento può avvenire solo da parte dell’ente creditizio con cui il debito è stato contratto (banche o finanziarie). Per quel che riguarda tutti gli altri debiti (es: bollette della luce, del telefono o di sky), invece, non possono fare nessun tipo di segnalazione.

Persecuzioni.

I recuperatori dovrebbero seguire le norme sull’incoercibilità psichica e fisica personale: questo significa con non possono telefonare ad orari fuori dall’umano consentito e per un numero di volte maggiore del dovuto o in luoghi non considerati opportuni (es: il posto di lavoro).

Telefonate registrate.

La società di recupero crediti non può effettuare delle telefonate preregistrate con lo scopo di fare pressione sul pagamento del debito

Affissione pubblica di avvisi.

Il recuperatore non può appendere alla porta del debitore degli avvisi di mora o pignoramento contenenti i dati personali di una persona, poiché potrebbe formarsi il reato di diffusione illecita di dati personali. Per lo stesso motivo, non è possibile lasciare messaggi in segreteria telefonica o cartoline e pliche in cui all’esterno venga riportata la scritta “recupero crediti” (o parole simili).

Recupero del numero di telefono.

Il recuperatore può avere i contatti del debitore che sono in possesso al creditore; nel caso voglia ottenere maggiori informazioni in merito all’individuo, dovrà chiederli al diretto interessato. Questo significa che, ad esempio, non può chiedere il numero di cellulare ad un vicino di casa.

Visite a domicilio.

Un operatore del recupero crediti può recarsi presso il domicilio del debitore ma non può agire adottando dei comportamenti che possono ledere la dignità o la privacy dell’individuo. Il debitore, tuttavia, può rifiutarsi di aprire la porta o di comunicare con il recuperatore. E’ illegale da parte di quest’ultimo, come per chiunque altro, la violazione di domicilio senza il consenso del proprietario.

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