Consumi ai minimi dal 2005
Tuesday, May 6, 2008, 13:32

I consumi degli italiani, a marzo, hanno accusato una flessione annua dell'1,7%, secondo la Confcommercio si tratta del dato peggiore degli ultimi tre anni e conferma il «permanere di una crisi profonda e strutturale della domanda interna». Il consuntivo del primo trimestre dell'anno segna, secondo le stime dell'ufficio studi di Piazza Belli, una flessione tendenziale dello 0,7 per cento.
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Assegni e libretti: cambiano le regole
Monday, May 5, 2008, 13:48
Dal 30 aprile scorso sono entrate in vigore alcune novità introdotte dal decreto legislativo n. 231 del 21/11/2007, che ha recepito in Italia la direttiva europea 2005/60 sull'antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo.
* Sono cambiate alcune regole sulle modalità di emissione di assegni e vaglia da parte di banche e Poste, nonché sull'utilizzo da parte degli utenti. I libretti di assegni bancari e postali, gli assegni circolari e i vaglia hanno ora prestampata la clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere per iscritto il loro rilascio senza la clausola di non trasferibilità, pagando un'imposta di bollo di 1,50 euro per ciascun modulo di assegno richiesto: questi assegni possono essere utilizzati solo per importi inferiori a 5.000 euro. In caso di girata, deve essere sempre apposto il codice fiscale del girante; in caso contrario la girata è nulla. Quelli emessi con le formule come "mio proprio " o "a me stesso" possono essere girati unicamente per l'incasso a una banca o alle Poste, indipendentemente dall'importo.
Tutti gli assegni bancari, postali e circolari d'importo pari o superiore a 5.000 euro, emessi dal 30 aprile 2008, devono riportare il nome o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Non è più possibile emettere assegni e vaglia di valore pari o superiore a 5.000 euro senza l'indicazione specifica del beneficiario. L'emissione e l'accettazione di assegni non in linea con le nuove regole sono punite con una sanzione pecuniaria dall'1% al 40% dell'importo trasferito a carico di chi lo emette e/o lo utilizza.
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"Vivere a rate" - convegno organizzato da Credit Village per l'8 maggio 2008
Saturday, May 3, 2008, 10:16

Negli ultimi anni, il ricorso al credito da parte delle famiglie italiane è cresciuto in maniera rilevante, sia nella forma del credito al consumo che dei mutui. Anche se restiamo lontani dalla media Europea e ben al di sotto dei livelli raggiunti negli USA, è chiaro che è in atto una trasformazione profonda dei comportamenti dei consumatori italiani le cui barriere psicologiche nei confronti dell'indebitamento sembrano progressivamente venire meno.
Da popolo di risparmiatori, ci stiamo velocemente trasformando in popolo di consumatori. A rate… rate che però una parte di italiani (che i numeri ci dicono essere in aumento in termini assoluti, anche se sostanzialmente stabile in termini percentuali) paga con fatica o non paga affatto. Quale ruolo gioca su questi fenomeni l'attuale congiuntura, caratterizzata da un periodo di crescita economica prossima allo zero, da aumenti costanti del costo delle materie prime, (il petrolio innanzi tutto), dalla mancata crescita degli stipendi (secondo Banca d’Italia sostanzialmente bloccati da sette anni a questa parte) e dall'aumento della pressione fiscale? E' un fatto che il recente studio dell’Eurispes sulla condizione finanziaria delle famiglie italiane ha rilevato che, se fino a qualche anno fa l'incubo di un gran numero di famiglie era quello della “quarta settimana”, ossia arrivare alla fine del mese senza soldi e quindi ritrovarsi nei guai qualora si fosse presentata un'improvvisa spesa, attualmente un gran numero di famiglie, si ritrova ad avere problemi già alla “terza settimana”. Per milioni di italiani i soldi a propria disposizione non bastano ad arrivare a fine mese, ovvero bastano a mala pena, salvo imprevisti…
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